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Majella e Gran Sasso

 

Al rifugio Paolo Barrasso (1542m), coi piedi ben saldi sul Monte Rapina, la Majella fa l’occhiolino al Gran Sasso, e ritornano alla mente le parole di Mario Polia sulla simbologia dei montagnardi (Mario Piola, Mio padre mi disse, 2002):

“Le montagne con la cima arrotondata sono il mondo femminile, quelle con la cima aguzza rappresentano il mondo maschile. La Majella, la montagna madre, estroversa e giunonica. Il Gran Sasso austero, retto come il migliore degli uomini, introverso ed intellettuale. Si amano, non si perdono di vista, se non fosse per quell’ora del giorno che tutto copre. Rappresentano la Sintesi di una terra dannunziana, apollinea e dionisiaca alla stesso tempo. Oggi la Majella è viva, è sensuale, non c’è Gran Sasso che tenga.”

 

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